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L’idea di Byento nasce da un bisogno primario che coinvolge la vita delle persone e del nostro Pianeta, per fornire una risposta concreta alle problematiche ambientali che stanno distruggendo gli ecosistemi, impattando sul nostro sistema economico e sulla nostra salute. Gli enti internazionali, governativi e non, hanno lavorato negli anni per trovare soluzioni che possano garantire nuove fonti naturali, molte delle quali si sono tradotte nell’utilizzo degli insetti come risorsa per il nostro futuro.

Gli attori del panorama insect-based stanno investendo sullo sviluppo di alimenti per la nutrizione degli uomini e degli animali, attraverso la vendita della materia prima. Il difficile raggiungimento di una sostenibilità economica concreta ha condotto Byento a discostarsi dal modello attuale, proponendo nuovi prodotti che utilizzano molecole e ingredienti attivi estratti dagli insetti, incrementando la marginalità e la diversificazione.

Grazie alla ricerca e alle caratteristiche chimico-biologiche uniche degli insetti, Byento offre prodotti altamente innovativi, rivolti non solo al mercato alimentare ma anche a quello cosmetico e farmaceutico, per la salute e il benessere delle persone. Il modello di Byento consente inoltre di valorizzare il settore agricolo mediante il proprio sistema di allevamento modulare, offrendo così anche un importante impatto di ordine sociale ed aprendo nuovi sbocchi di mercato.


Byento Business Model

Il sistema produttivo prevede infatti la dislocazione dei moduli di allevamento (breeding units) gestiti dai farmers interessati a svolgere un’attività imprenditoriale per fornire la materia prima a Byento e rivolgersi ad ulteriori mercati rappresentati non solo dal feed e dal pet food, ma anche dalle applicazioni derivate dallo scarto di allevamento. Il modello si inserisce così in una logica circolare in grado di sfruttare i sottoprodotti degli stessi farmers come substrato nutritivo e con l’obiettivo di creare nuovo valore dopo il loro utilizzo. E’ in questo modo che Byento intende impattare sul settore primario, dando una nuova spinta all’agricoltura e offrendo un’opportunità di sviluppo nelle zone rurali ed emergenti.

Gli insetti vengono allevati seguendo le policies e i disciplinari di Byento che li acquisisce per ricavare ingredienti e attivi destinati alla produzione di integratori alimentari e prodotti cosmetici, attivi e organismi/derivati per applicazioni farmaceutiche e biotecnologiche, sviluppando prodotti finiti attraverso l’outsourcing e puntando su una profonda diversificazione. La vision di Byento detta un cambiamento di rotta attraverso lo sviluppo e l’utilizzo di fonti nutrizionali innovative ed ecosostenibili, in grado di esaltare la biodiversità e di garantire la sostenibilità degli ecosistemi, offrendo prodotti diversificati e creando un importante impatto sociale anche nei Paesi in via di sviluppo.


francesco meles

FRANCESCO MELES

“Mi chiamo Francesco e sono cresciuto nelle campagne piacentine, da sempre affascinato dalla natura e dai meccanismi che la regolano, gli studi in Agraria prima e zootecnia poi sono stati parte di un percorso naturale. Grazie alla laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie Alimentari e Ambientali presso l'ateneo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ho imparato a gestire le problematiche connesse ai sistemi agricoli, a partire da quella solida conoscenza delle produzioni animali e vegetali, che comprende il linguaggio base delle scienze applicate, della chimica e la conoscenza sulla struttura e sui meccanismi delle loro reazioni. Gli obiettivi personali sono strettamente correlati alla scelta di voler creare un’impresa, con la ditta individuale IN7 prima fondata nel 2015 e con BY-entO dopo nel 2016, ho maturato l’idea che lo sviluppo dell’individuo passa attraverso la condivisione delle esperienze, lo scambio delle conoscenze e la continua ricerca. In questo modo i contesti di cooperazione e di ricchezza culturale mi hanno permesso di crescere perseguendo lo scopo di poter lasciare una traccia concreta di me anche attraverso l'attività che ho scelto, valorizzando il settore agricolo grazie all’allevamento degli insetti e alla creazione di una nuova filiera in un contesto mondiale in rapida evoluzione, stravolto dai cambiamenti climatici e in cui le produzioni destinate all’alimentazione non sono più sufficienti, dove il divario socio-economico tra i popoli è sempre più evidente e in cui gli ecosistemi naturali sono distrutti dalla mano dell’Uomo. Vorrei essere un esempio di cambiamento in modo che tutti possano sentirsi parte di un'evoluzione, potersi migliorare e creare valore per sé stessi, per i propri territori e per le generazioni future. ”



irina vetere

IRINA VETERE

“C’era una volta, nella lontana Russia, una bambina in orfanotrofio. C’era poi, un’altra volta, una coppia di genitori meravigliosi che decisero di salvarle la vita. E così, eccomi qui! Mi chiamo Irina e a tre anni sono arrivata in Italia. Ero una piccola artista, dicevano. E volevo diventare una grande artista. Tutto quello che mi passava tra le mani, lo trasformavo, lo creavo, costruivo e disegnavo. Ho iniziato con la musica, suonando il pianoforte e poi con l’arte, studiandola al liceo. Durante gli esami di maturità lessi (per la prima volta!) la crisi del 29 che mi affascinò oltre ogni misura. Mi chiesi cosa fosse quella cosa lì. E ho scoperto che si chiamava Economia. Perché alla fine, sono fatta così. Mi lascio rapire da tutto quello che è nuovo. Ho il desiderio irrefrenabile di conoscere, di farmi catturare dal puro eclettismo, perché è proprio l’infinità di quello che la vita ci offre che va vissuta, dando un tocco di sé. E così, ho deciso di andare all’università, alla Cattolica, per studiare questa strana economia di cui mi ero follemente innamorata; ho fatto poi la specialistica in Management degli Intermediari Finanziari e sono andata in Erasmus, in Scozia, all'University of Glasgow (quella che assomiglia ad Hogwarts) e lì ho scoperto che non mi bastava. Che questo mondo è troppo grande e che è da pazzi non vederlo tutto. Volevo lavorare all'estero.
Così ho fatto! Sono stata un paio di anni a Dublino nell'IFSC e sognavo di andare a Wall Street, ma qualcosa mi ha richiamata in patria. C'era qualcosa di più grande che mi aspettava. Mi aspettava la mia impresa. Il connubio perfetto tra arte e scienza. L'opportunità per fare tutto quello che desidero: creare, scoprire, imparare, viaggiare, conoscere nuove persone, nuovi mondi. Perché alla fine è questo la vita, la cosa più bella che esista. Ed è per questo che voglio fare qualcosa di grande. Per il mio futuro, per le persone e per quello che mi circonda. Ecco, la bellezza! Penso sia questa la linfa vitale. E le persone. Quelle che ci fanno respirare questo ossigeno con la pienezza dell'umano. Emozioni, sentimenti, gioie e dolori. E’ la stessa vita il senso del vivere. Del divenire. Sono le persone che ci tengono attaccati a questo mondo. Quindi voglio fare qualcosa per le persone, che mi hanno dato così tanto. Perché forse, so cosa vuol dire. Voglio provare anch'io a salvare la bellezza. Forse. Voglio provare anch’io a salvare una vita.”